Presidente, è terminata la stagione regolare e siete chiamati a commentare questo ultimo posto e, quindi, questa retrocessione
Pur essendo consapevoli dei nostri mezzi iniziali, c’è sicuramente delusione e c’è rammarico per non essere riusciti a crescere in tempo, prima che il campionato finisse.
Dove crede siano le responsabilità di questo risultato?
Le responsabilità stanno a monte, quindi prima di tutto sono mie. Il futsal non è una scienza esatta, ma è una materia che conosco da tempo e, col senno di poi, penso che avrei potuto programmare meglio.
Sono sempre stato convinto che, ringiovanendo la squadra, nel medio-lungo periodo saremmo riusciti comunque a costruire un gruppo competitivo. Probabilmente, però, non sono stato abbastanza bravo a trasmettere fino in fondo questo messaggio ai partner, che senza un obiettivo immediato e legato al risultato hanno progressivamente fatto venire meno parte della loro fiducia. Di conseguenza, per me è diventato sempre più difficile reggere la struttura.
E questo è un peccato, perché nonostante il ridimensionamento che il club ha vissuto durante la mia presidenza, in questi anni ho avuto la fortuna di lavorare con quattro allenatori straordinari. Questo testimonia che un progetto c’era, ma aveva tempi diversi rispetto a quelli necessari per costruire da subito un gruppo vincente.
Quali sono le valutazioni e le risposte a questo momento?
La prima risposta deve essere un’attenta autoanalisi. La società è un’entità che viene sopra tutto e io sono soltanto un gestore: per questo è giusto mettersi in discussione.
Allo stesso tempo, dentro questa analisi, voglio mettere anche gli aspetti positivi di questo percorso. Al di là della retrocessione, posso dire che ogni giocatore, dal giorno zero a oggi, è cresciuto. Posso dire che siamo riusciti ad attirare costantemente un certo pubblico, che per il terzo anno consecutivo ci siamo confermati, con coraggio, tra le realtà più giovani della regione e che abbiamo portato all’attenzione dell’ambiente giocatori nuovi e interessanti.
Nel frattempo, chiaramente, lavoreremo per costruire qualcosa di importante per la prossima stagione.
Articolo ed intervita a cura di Marco Brigoli


